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	<title>Champagne Club Italia &#187; Curiosità</title>
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	<description>Insieme sulla via di una passione comune</description>
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		<title>Ambasciatori dello Champagne cercansi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 13:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[I segreti dell’assemblaggio, ovvero come da un vitigno bianco, lo chardonnay, e da due vitigni neri, il pinot nero e il meunier, nasce – grazie a competenze maturate nei secoli -  la meravigliosa sinfonia d’aromi dello Champagne. Una pratica che i bravi champenois hanno trasformato in una vera e propria arte; un argomento affascinante per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I segreti dell’assemblaggio, ovvero come da un vitigno bianco, lo chardonnay, e da due vitigni neri, il pinot nero e il meunier, nasce – grazie a competenze maturate nei secoli -  la meravigliosa sinfonia d’aromi dello Champagne.
<br/>
<br/>Una pratica che i bravi champenois hanno trasformato in una vera e propria arte; un argomento affascinante per tutti i cultori del vino della gioia e che diventa materia di “esame” per i futuri ambasciatori dello Champagne. Scadrà l’8 luglio il termine per la presentazione delle candidature  alla settima edizone del Concorso Europeo Ambasciatori dello Champagne, indetto dal Comité Champagne e rivolto a tutti coloro che operano nel mondo della formazione, dai sommelier agli enologi, dai docenti degli istituti alberghieri pubblici o privati agli enotecari, ma anche ai semplici appassionati che abbiano maturato una significativa esperienza di formazione. E l’assemblaggio è il filo conduttore lungo il quale si sipana questa edizione targata 2011.
<br/>
<br/>Il concorso coinvolge 8 paesi europei (Francia, Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e Svizzera) e risponde alla volontà del Comité Champagne di premiare il lavoro di quanti formano i futuri professionisti del vino. Sarà il Centro Informazioni Champagne per l&#8217;Italia (<a href="http://www.champagne.it">www.champagne.it</a> ) a raccogliere le candidature. Da una prima selezione verranno scelti tre candidati per la finale italiana che si svolgerà il 14 settembre a Milano davanti a una commissione di esperti del mondo del vino, che premieranno la migliore lezione sulle differenze dei vini di Champagne. Al vincitore sarà assegnato il titolo di Miglior Formatore Italiano dello Champagne e sarà invitato a disputate la finale europea davanti a una giuria internazionale a Epernay, dove nel corso di una serata di gala sarà assegnato il titolo europeo.</p>
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		<title>Ristorante Marisa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 10:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2011/04/Marisa.jpg" alt="Ristorante Marisa" width="520" height="392" /> </p
<br/>

<p>Ne accaddero di avvenimenti importanti nel 1965 ! 
<br/>
<br/>Senza star qui ad elencarli tutti vi segnalo solamente quelli più rappresentativi e che ricordo con piacere quali l’apertura al traffico del traforo del Monte Bianco, il primo raggiungimento del pianeta Marte con la sonda Mariner 4, la partenza della famosa trasmissione televisiva Giochi senza Frontiere. Vittorio De Sica vinse l’Oscar con Ieri, Oggi e Domani e dal punto di vista musicale nel 1965 nacquero due grandi gruppi che in seguito scrissero la storia della musica pop rock psichedelica mondiale, vale a dire i Doors e i Pink Floyd. 
<br/><br/>Un altro dei grandi avvenimenti del 1965 che si inserisce a ragione nel contenuto elenco che ho appena citato è la nascita del <strong>Ristorante Marisa</strong>, dell’omonima titolare, che colloca la propria residenza a soli 100 metri dall&#8217;uscita Autostradale A1 di Barberino del Mugello. 
<br/><br/>Con una notevole storia alle spalle e senza mai un cambio di gestione, oggi il Ristorante della sempreverde ottantenne Marisa può essere considerato a ragion veduta uno dei simboli della cucina tradizionale della Regione Toscana. 
<br/>
<br/>Un locale consigliato dal vostro Presidente che personalmente ha avuto modo di verificare le virtù della preziosa cucina. E non solo. L’enorme simpatia, proporzionata alla mole di 120 Kg, nonché la puntuale competenza del cameriere di fiducia Ottavio arricchiscono ulteriormente il valore già di per sé nobile di questo Ristorante. In sala di regia dei vini in veste di sommelier e naturalmente socio di Champagne Club, il nipote della grande Marisa: Andrea Gomma. 
<br/>
<br/>Cosa dire di più se non un prosit!
<br/>
<br/><strong>Ristorante Marisa</strong>
<br/>Barberino del Mugello ( Firenze )
<br/>Tel e Fax +39 055 842 00 45
<br/><a href="http://www.ristorantemarisa.org">www.ristorantemarisa.org</a></p>
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		<title>Conservare lo champagne: qualche dritta</title>
		<link>http://champagneclub.it/2011/02/24/conservare-lo-champagne-qualche-dritta/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 16:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci fanno dono di una grande bottiglia delle nostre bollicine preferite. Cosa farne? Godersela, è ovvio, magari in buona compagnia e col giusto accompagnamento. Questo è un atteggiamento che ci piace, tuttavia non vogliamo certo criticare la scelta di chi decide per i motivi più diversi che quella certa bottiglia vada conservata. Ma per far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci fanno dono di una grande bottiglia delle nostre bollicine preferite. Cosa farne?</p>

<p>Godersela, è ovvio, magari in buona compagnia e col giusto accompagnamento.
Questo è un atteggiamento che ci piace, tuttavia non vogliamo certo criticare la
scelta di chi decide per i motivi più diversi che quella certa bottiglia vada conservata.
Ma per far sì che lo Champagne mantenga inalterate le sue caratteristiche a distanza
di mesi (anche di anni per grandi Champagne), è d’obbligo seguire più di qualche
accorgimento …</p>

<p>Una premessa &#8211; Le bottiglie commercializzate sono immediatamente consumabili,
dopo il sonno al quale è stato sottoposto in “maison”, lo Champagne immesso sul
mercato ha completato la sua evoluzione …potete stappare e brindare</p>

<p>Alcuni mesi (o anni) in cantina possono però esaltare ulteriormente la qualità di
certe grandi annate rivelandone appieno la complessità … ma attenzione
La cantina è considerata buona quando gode di una temperatura fresca e
costante, da 10 a 12 gradi centigradi, 15° massimo. L&#8217;umidità non fa male, se non
eccessiva (60-70 è ideale), pena le etichette danneggiate e i tappi attaccati da
funghi. La cantina deve essere protetta contro qualsiasi cosa che sia dannosa per il
mantenimento della qualità della Champagne, la luce, gli odori (che attraversano il
tappo), gli sbalzi di temperatura e le vibrazioni. Se avete una cantina che rispetta
questi standard è meglio. In caso contrario, faremo quello che possiamo per portare
la riserva in condizioni il più possibile simili a quelli della cantina ideale, sapendo che
la chiave è SEMPRE E COMUNQUE mettere la bottiglia al riparo dalla luce.</p>

<p>In tutti i casi, lo Champagne è degradato quando è esposto alla luce (soprattutto
quella del giorno), se proprio non potete creare il buio pieno almeno proteggete la
bottiglia con cellophane da imballaggio marrone o giallo, o con della stagnola.
Pertanto, in assenza di una cantina adeguata mettiamo le bottiglie di Champagne
in un armadio in una stanza dove ci sia più buio possibile, avvicinandosi al massimo
alle condizioni di conservazione. Se l&#8217;umidità non è eccessiva, le bottiglie possono
rimanere nel loro cartone. Una soluzione efficace è la cantina da casa, gli armadi
refrigerati costruiti in modo che ogni comparto si trovi ad una data temperatura, lo
Champagne può essere conservato in modo sicuro nel vano assegnato.</p>

<p>Va precisato che la conservazione corretta dello Champagne è anche il frutto
dell’organizzazione del punto di vendita. I commercianti in genere adottano tutte le
precauzioni per la conservazione del vino nelle migliori condizioni. La grande
distribuzione ha meno problemi di esposzione alla luce per la velocità di rotazione
delle sue merci, per cui la durata di esposizione alla luce è generalmente breve. Il
rivenditore di fiducia è quindi importante.</p>

<p>Supponendo a questo punto che lo Champagne sia sempre stato mantenuto nelle
migliori condizioni, la conservazione si prolungherà per alcuni anni, poi il vino
cambierà. In sintesi, maggiore è la qualità di uno Champagne tanto maggiore sarà
anche la sua capacità di invecchiamento.</p>

<p>Alcuni esperti mantengono il loro Champagne sistematicamente diversi anni.
Sono i fan dei vecchi Champagne molti dei quali si trovano in Gran Bretagna dove
rimangono fedeli ad una tradizione antica. Una volta stappato il vecchio Champagne
avrà perso parte della sua esuberanza e gran parte della sua freschezza. In cambio,
sarà diventato più flessibile. Il suo bouquet sarà migliorato. Potrà anche acquisire un
gusto più o meno pronunciato che ricorda il &#8220;Madeira&#8221;. Se questo sviluppo piace ad
alcuni appassionati non si può non ammettere che lo Champagne ha però cambiato
carattere, è diventato un altro vino.</p>
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		<title>Lo champagne per gli innamorati</title>
		<link>http://champagneclub.it/2011/01/20/677/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 09:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pommery ha creato, in vista di San Valentino, una bottiglia in esclusiva, si chiama Pommery Pop Love ed è evidentemente dedicata agli innamorati. Una bella bottiglia (formato Jeroboam) decorata a mano con colori vivaci e un disegno che richiama la pop art, e all’interno un blend di pinot Meunier, pinot Noir e Chardonnay. Il risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2011/01/pommery.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-688" title="pommery" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2011/01/pommery.jpg" alt="" width="97" height="256" /></a>
Pommery ha creato, in vista di San Valentino, una bottiglia in esclusiva, si chiama Pommery Pop
Love ed è evidentemente dedicata agli innamorati.</p>

<p>Una bella bottiglia (formato Jeroboam) decorata a mano con colori vivaci e un disegno che richiama
la pop art, e all’interno un blend di pinot Meunier, pinot Noir e Chardonnay. Il risultato è uno
champagne dal gusto fresco ed equilibrato, con note fruttate e un profumo vivace.</p>

<p>Cosa aggiungere, sia che si scelgano bollicine in edizone speciale sia che si opti per nettari di altre
maison, lo champagne resta pur sempre il vino dell’amore, e volete proprio aspettare il 14 febbraio
per servirvi?</p>
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		<title>Un brindisi con l’imperatrice di Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 14:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’insolita mostra è allestita al museo napoleonico di Roma. S’intitola “I vini dell’Imperatrice. La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800– 1814)” un percorso tra preziosi calici per lo champagne, bicchieri per acqua e vino, caraffe, rinfrescatoi, etichette e bottiglie. Protagonista “invisibile” Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone. Amante del buon vivere…e del vino La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/12/FOTO-9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-526" title="Un brindisi con l’imperatrice di Francia" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/12/FOTO-9.jpg" alt="" width="432" height="496" /></a></p>

<p>Un’insolita mostra è allestita al museo napoleonico di Roma. S’intitola “I vini dell’Imperatrice.
La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800– 1814)” un percorso tra preziosi calici
per lo champagne, bicchieri per acqua e vino, caraffe, rinfrescatoi, etichette e bottiglie.
Protagonista “invisibile” Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone. Amante del
buon vivere…e del vino La mostra nasce infatti dalla lettura dell’inventario, redatto
dopo la morte dell’imperatrice e nel quale è descritto il contenuto della cantina della
Malmaison, dove erano custodite oltre 13.000 bottiglie per una lista dei vini che
comprendeva un’incredibile quantità di diversa provenienza geografica. I migliori vini
di Bordeaux e di Borgogna trovavano posto accanto ai vini del Languedoc-Roussillon,
della penisola iberica, a vini italiani come il Picolit , il vermouth e il rosolio, ovviamente
non poteva mancare lo Champagne, tanto Champagne per brindare assieme agli illustri
ospiti che frequantavano il castello. Putroppo di quel prezioso tesoro “liquido” non è
rimasto nulla, ma la mostra non è per questo meno interessante.</p>

<p>Complessivamente sono esposti 148 oggetti legati alla cultura del bere e documenti provenienti da
importanti collezioni francesi non mancano materiali provenienti da collezioni private e dagli archivi
di famose maison come Moët et Chandon.</p>
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		<title>La tendenza: mortadella e Champagne</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 14:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[La capitale italiana delle tendenze? Milano, non c’è dubbio… è nel capoluogo lombardo che nascono la moda, il design e in qualche modo tutto ciò che a ha che fare con lo stile …dunque se Milano detta una tendenza, tradizione vuole che prima o poi questa si affermi. Così capita che alcuni giorni fa, sull’invito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La capitale italiana delle tendenze? Milano, non c’è dubbio… è nel capoluogo lombardo che nascono la
moda, il design e in qualche modo tutto ciò che a ha che fare con lo stile …dunque se Milano detta una
tendenza, tradizione vuole che prima o poi questa si affermi.</p>

<p>Così capita che alcuni giorni fa, sull’invito al vernossage della mostra “Sbarco” di Velasco Vitali a Palazzo
Reale (serata riservata a collezionisti e amici) fossero espressamente indicati “Mortadella &amp; Champagne”…</p>

<p>Non è male la “contaminazione” tra queste due tradizioni così diverse: le raffinate bollicine di
Francia “sposate” al popolare salume italiano, anche questo un capolavoro di sapienza antica…</p>

<p>Scommettiamo che li ritroveremo ancora assieme?</p>
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		<title>Ricordate dello Champagne più vecchio del mondo?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 15:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate dello Champagne più vecchio del mondo? Ne avevamo scritto a luglio anche noi, si trattava di quelle 168 bottiglie vecchia quasi due secoli ritrovate nel fondo del mar Baltico da alcuni sommozzatori (leggi qui)… Proprio in questi giorni è arrivata la notizia che quel prezioso carico finito nei fondali marini in seguito al naufragio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate dello Champagne più vecchio del mondo? Ne avevamo scritto a luglio anche noi, si trattava di
quelle 168 bottiglie vecchia quasi due secoli ritrovate nel fondo del mar Baltico da alcuni sommozzatori
(<a href="http://champagneclub.it/2010/07/26/un-vino-clamoroso/">leggi qui</a>)…</p>

<p>Proprio in questi giorni è arrivata la notizia che quel prezioso carico finito nei fondali marini in seguito al
naufragio della nave che lo trasportava, è stato assaggiato da un esperto. Ed è ottimo</p>

<p>L’onore è toccato all&#8217;enologo Richard Juhlin, che secondo quanto riportato dal quotidiano New Yorker
avrebbe esclamato &#8220;Grande, meraviglioso”.</p>

<p>Le curiosità non finiscono qui, infati grazie ad un’ancora impressa sul tappo di alcune bottiglie, s’è scoperto
che quello Champagne è Veuve Clicquot, era infatti quello il simbolo adoperato un tempo dalla nota
maison. Il governo provinciale delle isole Aland (Finlandia), che risulta proprietario legale delle casse di
Champagne pensa ora di mettere all&#8217;asta alcune bottiglie che potrebbero essere vendute fino a 70 mila
dollari l&#8217;una (oltre 51mila euro).</p>
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		<title>Un&#8217;annata difficile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 15:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi l’agenzia France Presse ha rimandato notizie non proprio buone per lo Champagne. Secondo una prima stima sulla qualità dei top wines, infatti il 2010 non lascerà un buon ricordo per le bollicine francesi. Colpa della troppa pioggia, di un basso livello di maturazione delle uve e di alcune malattie che hanno colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/11/cantina.jpg"><img class="size-full wp-image-465 aligncenter" title="cantina" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/11/cantina.jpg" alt="" width="401" height="267" /></a>
Nei giorni scorsi l’agenzia France Presse ha rimandato notizie non proprio buone
per lo Champagne. Secondo una prima stima sulla qualità dei top wines, infatti il 2010 non
lascerà un buon ricordo per le bollicine francesi. Colpa della troppa pioggia, di un
basso livello di maturazione delle uve e di alcune malattie che hanno colpito i vitigni.
Stando così le cose la gran parte delle maison non rischierebbero il millesimato ma
opteranno per un melange di qualità. Restando ai vini francesi, sempre secondo la
stessa stima, l’annata sarebbe buona invece per i bordolesi.</p>

<p>Aspettiamo notizie certe … e chissà che non si siano sbagliati.</p>
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		<title>Affari in cantina</title>
		<link>http://champagneclub.it/2010/10/28/affari-in-cantina/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 12:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Champagne è anche economia. Tendiamo a non pensarci quando ci troviamo tra le mani una calice della nostre bollicine preferite, presi come siamo ad assaporare i sentori del paradiso, eppure – com’è giusto che sia &#8211; gli affari si muovono anche in cantina. Questo per commentare la notizia riportata dal magazine inglese Decanter, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/10/cincin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="cincin" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/10/cincin.jpg" alt="" width="393" height="293" /></a></p>

<p>Lo Champagne è anche economia. Tendiamo a non pensarci quando ci troviamo tra le mani una calice della
nostre bollicine preferite, presi come siamo ad assaporare i sentori del paradiso, eppure – com’è giusto
che sia &#8211; gli affari si muovono anche in cantina. Questo per commentare la notizia riportata dal magazine
inglese Decanter, che ha annunciato che Bernard Arnault, il patron del gigante del lusso LVMH (moda e
champagne) finanzierà la sua scalata al Gruppo Hermes vendendo proprio le bollicine. Volendo usare i
termini corretti, Arnault potrebbe vendere la divisione wine &amp; spirit (e mantenere quella delle griffe) . Della
divisione fanno parte nomi celeberrimi come <em>Moet, Veuve Cliquot, Dom Perignon e Krugm</em> che assieme varrebbero almeno 12 miliardi
di euro.</p>

<p>Sempre secondo quanto riportato dalla rivista britannica in prima fila per l’acquisto ci sarebbero
proprio gli inglesi, ovvero Diageo, compagnia che ha tra i suoi marchi <em>Guinnes e Baileys</em>.</p>

<p>Comunque vada, l’importante è non cancellare storia e qualità…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italiani, popolo di amanti delle bollicine</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 15:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta a Roma, nei giorni scorsi la Giornata Champagne che ha visto la partecipazione di 700 selezionati professionisti della ristorazione e del vino provenienti da tutta Italia per una delle maggiori degustazioni di Champagne del mondo.Proprio in quella occasione sono state rese note alcune cifre molto interessanti: Per volumi importati, l’Italia è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/10/1Champagne.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-447" title="Salute!" src="http://champagneclub.it/wp-content/uploads/2010/10/1Champagne.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a>
Si è svolta a Roma, nei giorni scorsi la Giornata Champagne che ha visto la partecipazione di
700 selezionati professionisti della ristorazione e del vino provenienti da tutta Italia per una delle
maggiori degustazioni di Champagne del mondo.Proprio in quella occasione sono state rese note alcune cifre molto interessanti:</p>

<ul>
<li>Per volumi importati, l’Italia è il quinto mercato al mondo</li>
<li>Per valore è il quarto</li>
<li>Nel 2009 abbiamo importato 6,8 milioni di bottiglie di Champagne, collocandoci dopo
Regno Unito, Stati Uniti e Germania .</li>
<li>Gli italiani amano i grandi marchi: l’85% è infatti la quota di mercato detenuta dalle
Maison, mentre i vigneron e le cooperative detengono rispettivamente il 9% e il 6% del
mercato.</li>
<li>Nel 2009 sono giunti in Italia 466 marchi di Champagne</li>
<li>Alla fine di luglio le vendite di Champagne hanno fatto segnare una crescita del 16% a
livello mondiale.</li>
</ul>

<p>Le considerazioni potrebbero essere molte. Palese la conferma che gli <em>italiani sono un popolo
di amanti</em> delle bollicine (e per estensione del buon vivere), ed un popolo di curiosi (466 marchi
importati) che però a conti fatti sono affezionati alle <em>Maison </em>più riconosciute.</p>

<p>Ci viene da dire che a parità di qualità, vince sempre il gusto personale, e soprattutto il sapore che
il palato trova più familiare.</p>

<p>Un brindisi a Voi tutti</p>
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